Shiatsu: l’arte di vivere in pace e la cultura della complessità

Seicento anni prima della nascita di Cristo il venerabile medico coreano Kam Jin venne chiamato in Giappone per applicare i principi della medicina cinese all’imperatore Ingyo. Saranno il cinese Jian Zhen e i medici buddisti a proseguire l’opera di diffusione nelle isole delle tradizioni di salute cinesi come le pratiche con le mani citate nell’ Eiga-monogatari (Racconto dello Splendore), opera collettiva firmata anche dalla poetessa Akazome Emon, che testimonia il loro capillare radicamento in ogni ceto sociale in tutto il Giappone. Un sapere a lungo coltivato e sviluppato nel Sol Levante, fino a porre le basi nel secolo scorso dello Shiatsu.

Shiatsu, letteralmente pressione delle dita. In realtà si possono usare anche altre parti del corpo, come i gomiti o il shiatsu giapponeginocchio, purchè la pressione sia esercitata sulla rete dei meridiani che percorre il nostro corpo. L’obiettivo è raggiungere l’equilibrio del Qi, l’energia comune a ogni forma di vita, l’armonia e la pace. Per questo motivo i “maestri di Shiatsu devono possedere spiccata sapienza, sensibilità, religiosità e amore”, come sostiene Tokujiro Namikoshi, uno dei fondatori dello Shiatsu moderno insieme a Shizuto Masunaga.

Frutto delle secolari tradizioni sino-giapponesi e del pensiero taoista, lo Shiatsu è una tecnica che agisce sulla strutture energetiche dell’individuo per assicurarne il riequilibrio, sia interno che esterno, favorendo il benessere e la crescita personale. A ogni tsubo (punto di digitopressione o agopuntura) infatti corrisponde un organo, un apparato, un centro neuromotore, che, stimolato adeguatamente, produce una risposta positiva sull’intero organismo. La cosa sembra facile in teoria, meno nella pratica visto che si opera su 660 aree che formano il sistema dei meridiani, nelle quali sono concentrati o si diramano vasi sanguigni, vasi linfatici e ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino oltre che importanti fibre nervose. Un sistema, presente in tutte le tradizioni mediche orientali, seppur con nomi diversi), che fa del corpo non un insieme composto da tendini, muscoli, ossa, bensì un sistema complesso e sinergico, in cui scorre l’energia vitale, che oggi si svela grazie alla tomografia computerizzata (vd. qui i risultati dello studio).

giappone stampeEstraneo a qualsiasi concetto occidentale di malattia e di cura, lo shiatsu tuttavia non è solo una tecnica ma, in quanto pratica di armonizzazione e trasformazione profonda, anche un’arte, come la definisce Namikoshi. A giovarsene sono mal di schiena e dolori osteo-articolari, nevralgie e spasmi muscolari, infiammazioni e, persino, le rughe e la tonicità del viso.

A questo cammino di crescita è dedicata ogni anno la Settimana dello Shiatsu che dal 18 al 25 settembre apre le porte di studi e scuole in tutta Italia per far conoscere a un pubblico sempre più vasto questa antica pratica fondata su conoscenze tanto empiriche quanto culturali millenarie e sul rapporto tra operatore e ricevente, per riuscire a operare a livelli sempre più profondi nel corpo, nella psiche, nell’essenza della persona, riattivando le capacità individuali di auto-guarigione. Il fine ultimo, il benessere fisico e mentale, è tuttavia il risultato della relazione tra l’uomo e la natura, nella sua accezione più dilatata. Non a caso il tema dell’edizione 2017 della manifestazione è Shiatsu, ambiente e salute, a indicare la necessità, per raggiungere uno stato di equilibrio complessivo, di perseguire stili di vita più responsabili, in cui le scelte alimentari si legano al rispetto per la natura, a consumi consapevoli, alla predilezione di modelli di consumo ed energetici che non contribuiscano ulteriormente a esaurire le risorse offerte dal nostro pianeta.stampa giappone

Gli italiani apprezzano, a giudicare dai numeri. A ricorrere allo Shiatsu sono in media 6 milioni di persone, delle quali almeno 600 mila quelli che vi si sottopongono abitualmente, al secondo posto, secondo i dati Istat, nella classifica delle cure non convenzionali. Cresce anche il numero degli operatori, iscritti alle scuole e alla Federazione, che si sottopongono a un duro percorso teorico e pratico professionalizzante per sostenerci nell’opera quotidiana di prendersi cura di sé e degli altri, rispettare la Madre Terra, stimolare il nostro nutrimento –fisico e spirituale- più profondo.

 

Nel vuoto tra Cielo e Terra l’unione dello yin e lo yang permette la generazione incessante dei Diecimila esseri… i due draghi si incrociano, il drago yin passando sopra il drago yang. Essi si scambiano i loro influssi e ne escono invertendo la loro direzione, passando da destra a sinistra e da sinistra a destra. L’accoppiamento dello yin e dello yang nell’incavo…la Porta del Cielo (tianmen) produce tutta la vita: il Cielo vivifica i Diecimila esseri. (C. Larre, Alle radici della civiltà cinese)

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

20. settembre 2017 by Anna Puleo
Categories: writing and more | Tags: , | Leave a comment

Leave a Reply

Required fields are marked *