E se è una femmina si chiamerà Futura, o Samantha

Uno strano veicolo atterra in un paesaggio roccioso. Ne esce uno strano omino, avvolto come in un bozzolo in una enorme tuta bianca, che si sposta a piccoli saltelli. E’ il 20 luglio 1969 e su milioni di schermi televisivi di tutto il mondo scorrono le immagini forse più famose del Novecento: l’arrivo di Neil Armstrong e dei suoi compagni di viaggio sulla Luna. Nel filmato vediamo Armstrong e Edwin ‘Buzz’ Aldrin muoversi a fatica, cadere, rialzarsi, prelevare campioni di terra, canticchiare, scambiarsi battute, ridere, ripetere l’esperimento della caduta dei corpi di Galileo, esprimere pensieri e sensazioni, raccontare i sogni notturni.

Sono trascorsi 45 anni da allora, le missioni nello spazio si sono, nel frattempo, decuplicate, insieme ai paesi partecipanti. che hanno affiancato i due protagonisti di un tempo, gli Usa e la Russia.

 

Intanto il mondo è cambiato, sono arrivati il web, i social network, i like e i tweet, i nuovi spazi virtuali in cui si conversa, si aprono finestre sulla propria vita privata, si condividono pensieri, emozioni, immagini. Capita così che un’italiana che di mestiere fa l’ingegnere e il capitano dell’Aeronautica militare, venga selezionata tra 8.500 candidate ad astronauta dall’Agenzia Spaziale Europea. Capita pure che la suddetta astronauta, che di nome fa Samantha Cristoforetti, anni 37, radici familiari a Malè, in provincia di Trento, entri a far parte di uno degli equipaggi che si alternano periodicamente alla Stazione Spaziale Internazionale.

 

Samantha non è solo una donna determinata e un’astronauta abilissima ma anche una under 40 cresciuta con le tecnologie digitali, che sa utilizzare tutte le piattaforme per pubblicare pensieri, spezzoni della giornata di lavoro, curiosità, foto e video. Nasce così un anno fa’ un sito, Avamposto 42, e un Diario, dove l’astronauta italiana ha annotato il duro percorso di addestramento, l’alternarsi di entusiasmo e fatica, i rapporti con gli altri due membri della missione, che guardacaso è stata chiamata Futura, il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virtis. Un diario in cui verranno descritti d’ora in avanti la vita nello spazio, gli esperimenti scientifici realizzati, come alimentarsi correttamente anche in assenza di gravità (a questo ci pensa Slow Food, partner del progetto), come funziona la stazione spaziale, come si cambia la rotta, insieme ad informazioni ‘di servizio’ del tipo come si fa il bucato, ecc.ecc..

 

Samantha risponderà dallo spazio ai suoi followers su Twitter (ne ha oltre 140 mila) e aSchermata 11-2456987 alle 09.45.07 chi la segue su Avamposto 42, su Google + e su Facebook, intessendo una conversazione che neanche sir Tim Berners-Lee, il papà del World Wide Web, avrebbe probabilmente immaginato. Riuscirà ad avvicinare la gente comune, e soprattutto le nuove generazioni, al mondo della scienza? A far comprendere all’uomo della strada l’importanza della ricerca? A scatenare la curiosità di chi normalmente le stelle si limita a osservarle da quaggiù, da questo angolo remotissimo dell’universo chiamato Terra? Magari insegnandoci ad aspettare, senza aver paura, il domani…

 

 

E finalmente io ti domando, oh uomo sciocco: Comprendi tu con l’immaginazione quella grandezza dell’universo, la quale tu giudichi poi essere troppo vasta? Se la comprendi, vorrai tu stimar che la tua apprensione si estenda più che la potenza divina, vorrai tu dir d’immaginarti cose maggiori di quelle che Dio possa operare? Ma se non la comprendi, perché vuoi apportar giudizio delle cose da te non capite? (Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi)

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25. novembre 2014 by Anna Puleo
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