Scrivo, dunque sono. Dal gotico alla drammaturgia, scritture a confronto a Festivaletteratura

Gotico ergo sum. Ovvero il romanzo gotico dall’A alla Z, a partire da quel Il castello di Otranto con cui Horace Walpole nel 1764 dà vita a un genere di largo successo, che trovò in Italia la sua ambientazione ideale e negli anfratti più oscuri dell’animo umano un vasto repertorio da saccheggiare, che si esprimerà successivamente, attraverso una serie di mutazioni genetiche, nel giallo, nel noir, nell’horror anche al di fuori del linguaggio strettamente letterario (dal fumetto al cinema). Un canone fatto di temi e simboli ben definiti che varcò anche i confini del genere per infettare il romanzo dall’ottocento in avanti. E il gotico è il tema, affidato alle cure di Luca Scarlini, che percorrerà dal 9 al 13 settembre il Festivaletteratura di Mantova 2015.

Edizione ancora una volta ricca di proposte e spunti di una riflessione che ruota attorno alla scrittura, fino a lambire territori spesso trascurati o relegati a circuiti ristretti. Un esempio: la scrittura drammaturgica, al centro di un progetto, coordinato da Magdalena Barile, che vuole indagare cosa significhi oggi la drammaturgia in un Paese rivelatosi da sempre poco attento verso i propri autori. Eppure l’ era dei media ha costretto il teatro a ridefinire i suoi ambiti, puntando su linguaggi capaci di riflettere il prisma sfaccettato e complesso del nostro presente. Da qui l’attenzione delle giovani

Fausto Paravidino

Fausto Paravidino

compagnie verso un teatro d’autore aperto anche a sconfinamenti e influenze reciproche, che frulla commedia, poesia, teatro di narrazione, cinema, musica, arti visive. A Mantova arrivano così Lucia Calamaro, Fausto Paravidino, Letizia Russo e Michele Santeramo, che è come dire quanto di meglio offre oggi il nostro panorama drammaturgico, per parlare del proprio rapporto con la scrittura teatrale, delle influenze e delle connessioni con la narrativa, la poetica e la scrittura cinematografica, dei limite e della forza di tecniche e espressioni.

Nuovi linguaggi verranno esplorati in Meglio di un romanzo (in bozze), dedicato al giornalismo narrativo, 8 progetti firmati da giovanissimi autori (tutti sotto i 25 anni) presentati nel corso delle giornate del festival a firme di punta del mondo della carta stampata e al pubblico, e in Prototipi, sorta di officina per la creazione di modelli di lettura e scrittura che interagiscano con le nuove tecnologie, fuori dall’ormai lanciatissimo formato e-book. Presente anche la scrittura musicale che viene percorsa, tra gli altri, da Giordano Montecchi attraverso l’universo artistico di quel geniaccio di Frank Zappa.

E siccome formula vincente non si cambia, il festival ripropone ancora una volta due progetti di successo: Vocabolario europeo, che dal 2008 chiede ad alcuni dei suoi ospiti di indicare una parola della propria lingua particolarmente significativa da consegnare a un vocabolario condiviso e Scritture giovani, che intende promuovere i migliori talenti emergenti della letteratura europea, in collaborazione con l’Hay Festival e l’Internationales literaturfestival Berlin.

Lo spazio dedicato alla scrittura al femminile, dopo Jane Austen, protagonista del seguitissimo incontro

Zentralbild Eckleben9.3.1963 Zum Tag des Buches - Schriftstellerin Christa Wolf.  Christa Wolf begann nach ihrem Germanistikstudium als Literaturkritikerin, als Lektorin und Mitarbeiterin im Deutschen Schriftstellerverband. Als erste belletristische Arbeit erschien 1961 die "Moskauer Novelle", die sogleich ungewöhnliche Beachtung fand. Ihre neue Erzählung "Der geteilte Himmel", die im Mai erscheinen wird, steht zur Diskussion für den FDGB-Literaturpreis 1962-1963. Gegenwärtig arbeitet Christa Wolf an einem Filmdrehbuch für ihre Erzählung "Der geteilte Himmel". UBz: Schriftstellerin Christa Wolf und ihr Mann im Arbeitszimmer ihres Heimes.

Christa Wolf

tenutosi nella passata edizione, questa volta sarà riservato a Christa Wolf, autrice di capolavori come Cassandra e Il cielo diviso, in un dibattito che vede confrontarsi con Annarosa Buttarelli, Anita Raja, che ne è la traduttrice italiana; Anna Chiarloni, tra le massime autorità italiane in germanistica; Gerhard Wolf e Jana Simon marito e nipote della scrittrice; Anna Bonaiuto, attrice, che leggerà un racconto inedito.

Da non perdere gli incontri con Edgar Morin, che si confronterà prima con Tariq Ramadan partendo dal loro libro-intervista Il pericolo delle idee, e poi con Domenico De Masi su alcune delle questioni che investono le società del terzo millennio; Kazuo Ishiguro, intervistato da Michela Murgia; Richard Ford, uno dei più grandi scrittori americani contemporanei, il premio Nobel Mario Vargas Llosa, il filosofo del linguaggio Tzvetan Todorov.

Il Festival ospita una nutrita pattuglia noir, che spazia da Paula Hawkins a Jo Nesbo, dallo scozzese Peter May a David Lagercrantz, che ha assunto da Stieg Larsson il testimone di Millennium e ne ha pubblicato recentemente il quarto capitolo (Quello che non uccide).

Sul senso attuale del romanzo storico discutono Luigi Guarnieri (Una strana storia d’amore, Il sosia di Hitler) e Stefan Hertmans (Guerra e trementina) ma guarda alla necessità di fare i conti con il nostro passato anche Marco Belpoliti che ha restituito con una imponente opera di ricerca alla figura di Primo Levi la sua statura umana, storica, letteraria.

A Mantova arrivano pure Noo Saro-Wiwa, figlia di Ken Saro-Wiwa, il cui Looking for Transwonderland è stato inserito dal Guardian tra i dieci migliori libri sull’Africa; lo scrittore afroamericano Percival Everett, padre di casi letterari come Perceval Everett di Virgil Russell, everett_01_bodySospetto, Cancellazion; Allan Gurganus, allievo prediletto di John Cheever, si racconta ai suoi lettori italiani pungolato da Sandro Veronesi.

Marcelo Figueras, giornalista e scrittore argentino, e la bielorussa Svetlana Aleksievič conducono il pubblico nella Palestina della Seconda Intifada e nella società russa sopravvissuta al crollo dell’Unione Sovietica. Il californiano Andrè Dubus III osserva al microscopio frammenti di vita messi sotto scacco dalla cronica sete d’amore come David Le Breton prosegue il suo discorso all’interno dell’uomo indagando il dolore, emozione e modello per decifrare il mondo, tema affine a quello percorso da Maylis de Kerangal, anche lei a Mantova, in Riparare i viventi, uno dei libri più applauditi del 2015.

Programma completo e info su http://www.festivaletteratura.it/it

 

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26. agosto 2015 by Anna Puleo
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