Mostri & Co.

In principio furono Ammut e Leviatan, poi arrivò il catalogo del bestiario medioevali, tra draghi, ippogrifi, cavalli alati, celebrati da miniatori, da poeti e scrittori, che di secolo in secolo si arricchì vertiginosamente nell’innesto continuo tra letteratura, arte e cinema.

 

Mostro deriva dal verbo latino monstro ossia mostrare, rendere visibile, indicare come esempio, e se la patente del mostro tradizionalmente è stata affibbiata alle più cupe espressioni dell’animo umano, in realtà, c’è da chiedersi se questo exemplum rimandi solo all’aspetto deteriore dell’umano o piuttosto all’intero spettro delle sue espressioni.

diane arbus a834ebbd7Costruito per opposizione alla figura positiva dell’eroe, il mostro, per definizione, catalizza il male in tutte le sue forme salvo non guardare alle diverse facce che nei secoli gli sono state attribuite, a iniziare dai miti primigeni, incanalati successivamente in fiabe e leggende, dove la patente del mostruoso è attribuita al sublime e al meraviglioso, ad esseri extra-vaganti capaci di muoversi tra mondi diversi, di attraversare i confini (tra vita e morte o tra generi sessuali come gli ermafroditi).

Appartengono a questa cerchia creature mitologiche come la Chimera, la Gorgone, i centauri e la loro diretta derivazione, il repertorio sterminato dei mirabilia medioevali, gnomi e folletti arrivati dal Nord, Frankenstein e King Kong, gli zombi e i personaggi dotati di superpoteri dei fumetti. Ma mostruosi sono anche Hal, il supercomputer di 2001 Odissea nello spazio e le illusioni indotte da Solaris, che negli anni della Guerra Fredda divennero la cartina di tornasole di ossessioni e inquietudini, del terrore di un nuovo conflitto, come ci ricorda Guillermo del Toro con The Shape of Water, pellicola pluripremiata agli Oscar 2018, gli androidi di Blade Runner, i cyborg, innesti tra uomo e macchine, di Cronenberg (Crash) e Donna Haraway, l’esemplare più riuscito, forse, del catalogo di mostri creato dalla penna visionaria di Stephen King, l’essere protagonista di It dal volto di un pagliaccio.

Esseri strabilianti come le Amazzoni o ET o deformi come il Calibano shakespeariano o i freaks del film culto di Tod Browning o, ancora, ibridi come la Creatura immortalata da Mary Shelley, esseri che si stagliano in un orizzonte Altro per la loro appartenenza a una dimensione sovrannaturale, diane arbus queer sdn9sbpreclusa al povero mortale, eppure essenziale a fare da contrappeso ad una realtà che appare più figlia del caos che dell’ordine. E però, il confine tra i due mondi, quello della natura e quello soprannaturale, è quanto mai permeabile e penetrabile: non c’è avventura, soprattutto se collettiva (quale può essere l’edificazione di una città), nell’antichità che non sia sottoposta all’oracolo, il labirinto non potrebbe essere compreso se accanto al mostruoso Minotauro non comparisse Arianna, né Apollo senza Pitone, la mostruosa creatura custode dell’oracolo di Delfi, o Perseo senza Medusa, fino a San Giorgio senza il drago.

Non si tratta di ridurre il tutto semplicisticamente al consueto meccanismo binario umano/bestiale, bene/male bello/brutto, ma di collocarlo in una visione prospettica come Borges, Kafka e Fredric Brown (che in Sentinella segue un soldato su un pianeta sperduto, in attesa in trincea dell’attacco di una specie aliena, salvo scoprire nel finale che l’alieno è lui) insegnano.

La versione manichea (che ritroviamo nel fantasy) del nostro essere nel mondo si rivela presto inappagante di fronte alla complessità dell’esistenza, di cui il mostruoso costituisce uno dei volti, portato alla luce sin dagli albori della specie umana dai grandi miti per essere catapultato dalla arbus 3macchina mitologica che opera incessantemente nella reinvenzione e nella trasmissione dei miti, nei secoli sino ad oggi.

Nel Beowulf, poema epico anglosassoni, l’eroe Beowulf si sveste dell’armatura per affrontare il gigantesco e sanguinario Grendel come se volesse combattere da pari a pari mentre il mostro “malato di morte” scappa nel suo covo, come un comune mortale; Sigfrido nel Canto dei Nibelunghi dopo essersi bagnato nel sangue del drago diventa, come questi, invulnerabile (eccetto il tallone), ma perirà a seguito di un atto tipicamente umano, il tradimento.

Mostri ed eroi si rispecchiano l’uno nell’altro, perfetto duplicato del proprio sé, condividono ferocia e furore e un destino tragico, effetto della reciproca dismisura. Lo ricorda Alessandro Dal Lago nel suo libro, Eroi e mostri, non a caso citando la Genesi, che narra che un tempo, e anche dopo, sulla terra vivevano giganti ed eroi famosi, nati dall’unione tra i figli di Dio e le figlie dell’uomo.

Anche la creatura anfibia di The Shape of Water, che come ogni mostro acquatico che si rispetti abita le paludi amazzoniche, dunque ai confini del mondo civile, pencola tra atteggiamenti umani –l’amore, il sesso- e la sua natura soprannaturale che annette a sé peraltro un lato oscuro, bestiale.

In Frankenstein, la creatura assemblata dal dottor Frankenstein giustifica i suoi delitti in quanto dettati dalla solitudine e dall’odio nutrito dagli uomini (“Sono perfido perché sono infelice; non sono arbus 4forse evitato e odiato da tutta l’umanità? “) compreso il suo creatore, che si allontana inorridito dalla sua stessa opera, attraversando per intero il paradosso rousseauiano sulla condizione umana, che vuole che l’uomo nasca buono e giusto ma sia presto corrotto dalla società. Nel suo capolavoro di cui ricorrono i duecento anni dalla pubblicazione, Mary Shelley affronta temi oggi più attuali che mai, di fronte alla notizia di questi giorni della clonazione di un primate, in un viaggio ante litteram tra etica, scienza, tecnologia.

Alla fine, lo dimostra Ruben Ostlund in The Square, il mostruoso è un modo per interrogarci sul nostro posto nella società e nel mondo.

Ti ho forse chiesto io, Creatore, di farmi uomo dall’argilla? Ti ho forse chiesto io di trarmi fuori dall’oscurità? (John Milton,Paradiso Perduto)

(Ph. Diane Arbus)

 

 

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07. marzo 2018 by Anna Puleo
Categories: writing and more | Tags: , | 1 comment

One Comment

  1. andrò a veder il film grazie a quanto ho letto

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