La Mappa del cuore e l’arte di raggiungere la verità

Predrag Matvejevic nel suo bellissimo Breviario mediterraneo ripercorre la storia della Cartografia, tra carte nautiche e geografiche greche, fenicie, romane, arabe, medioevali, soffermandosi su una mappa speciale, la Carte de tendre, una mappa del cuore, “sorta di portolano romanzesco e sentimentale con testo e immagini” in cui sono incisi i moti dell’animo.

carte_du_tendre_300dpiAl centro della Carte, il Fiume dell’Inclinazione scorre in una terra fantastica tra contadi e città, tra castelli e monti, che portano i nomi di Orgoglio, Nuova amicizia, Piccoli Sorrisi, Perfidia. La Negligenza è vicina all’ Ineguaglianza, l’Obbedienza alla Sensibilità, l’Oblio al Gran Cuore mentre il fiume continua a scorrere insinuandosi nel cuore della Città della Tenerezza per sfociare nel Mare dei Pericoli, che si frappone tra la Terra della Tenerezza e le Terre Sconosciute.

In realtà il Mare dei Pericoli accoglie non solo le acque turbinose dell’Inclinazione ma anche quelle di due fiumiciattoli, Riconoscenza e Stima, così come tre sono le strade da percorrere -o che vanno abbandonate se non si vuole correre il rischio di approdare nelle acque del Lago dell’Indifferenza. Le passioni, si sa, sono rischiose per definizione, e irto di ostacoli, “disseminato di insidie e miraggi dell’amore e dei suoi tormenti” è il viaggio che l’ amante deve seguire per raggiungere le Terre Sconosciute dell’amore, che si perdono oltre la cornice della mappa.

La strada più semplice è quella che fa tappa nei paesi di Sincerità, Grande Cuore, Integrità, Generosità, Rispetto, Accuratezza, Gentilezza, ma se scantoni, un po’ troppo a destra, un po’ troppo a sinistra, rischi di imbatterti nel Mare dell’Inimicizia, su cui veglia la fortezza dell’ Orgoglio, che incombe, nero e truce, ad ovest o, sull’altro versante, seguendo la strada della Leggerezza e dell’Oblio, nel Lago dell’Indifferenza.

La Carte de tendre è stata scritta nel 1654 da M.me De Scudéry una delle figure più rappresentative di quei salotti dove nel XVI sec. si celebrarono i riti della conversazione, spazi in cui la dimensione mondana si intrecciava alla rivolta contro il destino tradizionalmente riservato alle donne delle classe più agiate, soggette alle leggi del matrimonio di convenienza o al convento; i preziosismi del linguaggio, tra iperbole, giochi di parole, paradossi, si alternavano a una attenzione focalizzata al rinnovamento linguistico e all’introspezione psicologica, terreno arato sapientemente da autori come Racine, Molière, La Rochefoucauld; la predilezione per acconciature e vestiti eleganti e preziosi si accompagnava senza disarmonie con le discussioni colte, che spaziando nei campi sterminati del sapere, aprirono le porte alla diffusione di nuove idee.

Autrice prolifica, antesignana del long seller, donna intelligente, libera, critica verso la società del suo tempo, Madelaine De Scudéry, che scelse Saffo come nome d’arte, traccia nella sua mappa un moderno itinerario che fonde interno ed esterno, spazi geografici e interiori, il movimento insito in qualsiasi discorso amoroso, le sue partenze e le sue restanze, le sue ossessioni, i suoi spaesamenti.messager-map-of-tenderness

Un paesaggio interiore e senza tempo in cui lo spazio delle emozioni e del desiderio continua a interpellarci cinque secoli dopo fondendosi con una geografia del corpo femminile. E’ l’ itinerario ripercorso da artiste contemporanee come Annette Messager, che in Map of Tenderness propone in forma di paesaggio, il mondo degli affetti, e ne Le jardin du tendre (chiaro omaggio alla Carte) viaggia insieme a noi e “dall’albero del silenzio” fa partire sentieri molteplici che si dirigono verso “la curva della tenerezza”, “il monte dell’assiduità”, “i rami dell’oblio”, “il cammino del caso”, “la strada delle confidenze”, “i fiori della disputa”, “il crocevia dell’ambizione”, “i cerchi della fertilità”, “l’erba della rottura”, e passando dal “boschetto della solitudine” arriva all’ “albero della riconciliazione” o al “bivio che riporta a casa” o ancora al “lago della tentazione” ma può deviare verso “il pendio del pene” o “il miraggio di lacrime”.

louise-bourgeois-femme-maison_1280Anche Louise Bourgeois prende a prestito la Carte de tendre e in Femme Maison, disegna un percorso emozionale ricorrendo a una rappresentazione cartografica del rapporto dentro-fuori, donna-casa, in cui la casa gioca un ruolo ambivalente, rifugio e carcere insieme.

Carte geografiche, mappe, atlanti, portolani sono da sempre le uniche guide per orientarsi nell’infinito viaggio della razza umana così come una narrazione di noi stessi e del mondo che viviamo o dei milioni di mondi possibili.

Lo testimoniano da ultimo la passione per infografiche che hanno infettato l’informazione e i nuovi linguaggi narrativi, mappe concettuali e mappe letterarie (una collezione la trovi qui su Buzzfeed, c’è anche il bravissimo Andrew DeGraff) così come progetti come quello firmato da Hans Ulrich Obrist, curatore, critico e storico dell’arte di fama, che qualche tempo fa ha proposto ad artisti, designer, scienziati, matematici, geografi, studiosi della Rete (ci sono anche Yoko Ono, Tim Berners-Lee, Damien Hirst, John Maeda) di costruire una mappa dei propri campi di interesse, lasciando massima libertà espressiva e tematica.

michael-craig-world-map-07fd8d898e90-1631x2040C’è chi come il matematico Emanuel Derman, ha rappresentato la sua mappa emozionale in Pleasure Pain Desire: A Map of the Emotions, che omaggia espressamente la mappa del cuore di M.me de Scudery. C’è poi chi, come David Adjaye, ha rappresentato l’evoluzione delle città europee in una cellula, o come Anish Kapoor, che ha tradotto in una mappa ideale ciò che sfugge a ogni tentativo di mappatura, mentre il collettivo Raqs Media ha costruito una mappa del mondo con i mattoncini Lego e l’artista Michael Craig-Martin un globo a testa giù, i cui confini si sono progressivamente spostati (o smarriti).

Ne è venuto fuori “Mapping It Out: An Alternative Atlas of Contemporary Cartographies” un ‘catalogo vertiginosa di immagini che interrogano il ruolo di mappe nel 21 ° secolo‘, come scrive il New Statesman, vademecum trans-disciplinare e visionario alla complessità del nostro presente.

Nella introduzione (puoi leggerla qui ) a questo ardito catalogo dei nostri mpping-it-out-jackettempi, lo scrittore Tom McCarthy sostiene che il tentativo di rappresentare convenzionalmente su un foglio piatto la sterminata varietà del globo terracqueo sia inesorabilmente destinato al fallimento. Anche la prospettiva, infatti, deve arrendersi di fronte al fatto che, oltre un certo limite, la forma si sgretola, scompare, si disperde nel mare della morte, come raccontano Hans Holbein in uno dei suoi dipinti forse più famosi, Gli ambasciatori, e il corpo mappato di Queequeg in Moby Dick.

Tuttavia per Melville ogni mappa è anche ‘un trattato mistico sull’arte di raggiungere la verità’. Perchè,

esplicitamente o no, tutte le mappe portano con sé una certa pretesa: che (la cartografia) è in qualche modo più vera rispetto agli altri concorrenti (in quanto) raffigura un territorio in un modo più sottile, penetrante, intimo o sfumato. …(vede) lo spazio in profondità, totalmente e realmente – sia dal suo esterno, oppure da qualche sepolto, ignoto punto di vista interno che dirige gli sguardi

oltre la linea di confine, il posto più giusto forse da cui osservare il mondo.

 

 

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07. ottobre 2016 by Anna Puleo
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