Gruppo di famiglia in un interno con matrimonio: Le mariage di Paola Salerno

Il sole si leva alto, implacabile, sui campi dorati. Il frinire delle cicale e il cinguettio degli uccelli si susseguono alle grida di bambini che giocano nel cortile. Una casa antica in mezzo ai campi, limitata da un vigneto. Lontano, all’orizzonte, c’è il mare. Dall’interno arrivano i rumori delle posate e dei bicchieri, le voci attutite, le risate, sullo sfondo le note suonate da un sax, l’allegria di un giorno di festa. Tra qualche ora il matrimonio di Checco e tutto deve essere pronto …

le mariage locUn salto nel tempo. La casa è vuota, buia, silenziosa. Su tutto aleggia il respiro della morte. Dietro lascia il dolore della giovane moglie, della madre, delle sorelle. La difficoltà di comprendere, di elaborare il lutto, di accettare l’ultimo tiro mancino del destino.

Cerca di farci i conti Paola Salerno, fotografa nata in terra calabra ma che vive e lavora da tempo a Parigi, con questo piccolo intenso film, Le mariage (Il matrimonio), che segna il suo esordio al cinema, presentato in questi giorni in concorso al Cinema du reél, il festival che si tiene dal 1978 nella capitale francese, che mescola documentari, saggi, la diversità di forme e generi nell’approccio cinematografico al mondo, in un’ottica di genere.

Le mariage non è il classico film di famiglia, lo sguardo nostalgico a un passato che non c’è più. paola salerno 54Certo, la famiglia c’è e sicuramente ha un suo peso specifico, ma c’è anche l’amore, il matrimonio, il passaggio di testimone generazionale, i mutamenti antropologici che percorrono una manciata di anni (il film si svolge nel 2006 ma si chiude nel 2015). E la morte. C’è la poesia del tempo che passa e della vita che scorre, inesorabile, nonostante il dolore. C’è uno sguardo obliquo che da lontano penetra all’interno di una storia, personale e collettiva insieme, per restituirle tutto il suo senso.

Si ride, si scherza, si piange, mentre la meraviglia percorre tutto il film. In un mondo sempre più cinico e disincantato c’è bisogno di stupore. E questo film non cessa di ricordarcelo.

 

Le mariage è per questo un’esperienza singolare e insieme la bella scommessa di un cinema che cerca il ritmo della vita, che continua, si muove, accade in un fuoricampo i cui limiti sono come quei giorni ancora da scoprire (Cristina Piccino, il Manifesto)

 

Le réel est force de propositions… Le réel n’est pas ni lisse ni parlait…. Ce documentaire est une veritable boufée d’air frais, à l’instart de cette famille il est ‘non conventionelle’. (Fanny Dolléans)

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

11. aprile 2016 by Anna Puleo
Categories: writing and more | Tags: | Leave a comment

Leave a Reply

Required fields are marked *