Giuseppe Pontiggia, la scrittura o della forza dell’inatteso

Scrivere richiede molto coraggio, richiede la necessità di vincere le proprie paure e inibizioni. Il fallimento ci attrae, siamo bravissimi a scavarci la fossa con le nostre mani, e anche nello scrivere ci poniamo una serie di pregiudizi, di gabbie da cui non sappiamo uscire. Scrivere è anche un problema di coraggio, di liberarsi da queste costrizioni, di energia, di fede, più che in se stessi, nel lavoro che si sta compiendo. … Scrittori si nasce o si diventa? E’ un dilemma che viene posto spesso. Non ho mai conosciuto uno che sia nato scrittore. Ho conosciuto qualcuno che lo è diventato attraverso un duro tirocinio fatto di esitazioni, di prove, di fallimenti, di frustrazioni, di momenti anche liberatori. Un percorso faticoso lontano da quella accezione euforica che è implicito nell’aggettivo ‘creativo’.

Esordiva così  Giuseppe Pontiggia nella prima puntata di Dentro la sera, un programma trasmesso da RAI-Radio Due nel 1994, intitolato Conversazioni sullo scrivere, sottotitolo Analisi dell’arte dello scrivere. Dove si parla di scrittura, naturalmente, dei misteri di un testo e della loro soluzione, dei problemi e degli scacchi che ogni scrittore deve affrontare giorno dopo giorno, dell’attitudine e della vocazione alla scrittura letteraria, della critica pontiggialibroe del pubblico, della creatività. L’intento è quella di dare vita a

un testo che sia animato, che rappresenti anche per chi l’ha scritto una fonte di sorpresa, di curiosità, di conoscenza, che non lo deluda alla rilettura, ma anzi riveli significati nascosti che lui stesso non poteva prevedere. Un testo che alla fine ne sa più dell’autore. Un autore non vuole trascrivere qualcosa che già possiede ma vuole fare un percorso di cui conosce il punto di partenza ma non il punto di arrivo. E non può certo prevedere tutti i segnificati che l’opera, se riuscita, può esprimere.

Con la sua voce calda, suadente, pacata, l’autore de La morte in banca, L’arte della fuga, Nati due volte, Vite di uomini non illustri,  I Contemporanei del futuro. Viaggio nei classici, Prima persona, si muove agilmente attraverso le tecniche  di scrittura -che puoi imparare, ovviamente, ma senza l’ispirazione non sono sufficienti a creare un testo letterario-, il linguaggio e le sue forme, la costruzione della frase, lo spazio della descrizione e dei dialoghi, i clichè,  l’uso parsimonionioso dell’aggettivazione, la precisione come stella polare, gli infiniti significati di un testo, che ne esprimono la vitalità e l’attualità,  l’ impossibilità di sovrapporre la realtà alla pagina scritta.

Lo scrittore non vuole offrire al pubblico tuttavia l’ennesimo manuale di scrittura creativa quanto di disseminare stimoli, indicazioni utili, tracce che possono rivelarsi feconde per liberarci dai pregiudizi e dalla mala educacion che abbiamo ricevuto (per esempio, a scuola), guidandoci in una materia complessa e mobile, non riducibile a un perimetro dato.

Penso che il compito principale per chi scrive sia liberarsi dai pregiudizi che lo legano, che sono estremamento diffusi.

giuseppe-pontiggiaUno dei pregiudizi più diffusi è sicuramente quello di trascrivere ciò che abbiamo in testa piuttosto che misurarci con la pagina, seguire il flusso creativo, buttarci a capofitto nell’ignoto, tentando un’avventura di cui non si sa mai l’esito. Inventare – percorso obbligato di qualsiasi opera che abbia ambizioni espressive – non a caso ha la sua radice nel verbo latino invenire, che non significa  altro che scoprire, trovare ciò che non conosciamo. Nulla a che vedere con l’uso e l’abuso delle attuali tecniche di storytelling, in cui la narrazione è piegata alle esigenze della politica e del marketing.

Lo scopo dell’arte, a differenza della pubblicità, non è fare soldi, ma è cercare, trovare.

Scrivere è anche scegliere, scegliere prospettive, aggettivi, verbi, percorsi su cui avanzare, linguaggi, tentando di sottrarsi alla banalità o all’effetto immediato che piace tanto al grande pubblico. La scelta ricomprende inevitabilmente  anche ciò che viene scartato.

Queste 25 conversazioni, frutto di anni di didattica, condotte tra citazioni letterarie e musicali colte, tra Proust e Art Tatum, sono oggi (meritoriamente) raccolte in un libro con allegato Cd intitolato Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere (Belleville), presentato recentemente a BookCity Milano. In cui Pontiggia non propone modelli da seguire ma conduce il lettore per mano nella fatica e nell’avventura della scrittura, che passa anche attraverso parole sbagliate, immagini non risolte, battute non convincenti, personaggi appena abbozzati, visioni e felici intuizioni, che offrono al testo la capacità di vivere di vita propria, illuminando sè stesso e la letteratura.

Non abbiamo interesse alle viscere dell’artista ma a qualcosa che ci coinvolga, che ci comunichi qualcosa di importante, che interessa agli altri. L’artista deve scrivere qualcosa che è vero, vivo, vitale per gli altri.

 

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29. novembre 2016 by Anna Puleo
Categories: writing and more | Tags: | Leave a comment

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