#Furioso500. Rileggere Orlando Furioso

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto.

E canto il senno perduto a cagion d’amore, che

aviluppa promesse e giuramenti, /che tutti spargon poi per l’aria i venti.

Compie 500 anni l’Orlando Furioso senza perdere una sola goccia del suo smalto, del suo linguaggio magico e potente, dello splendore abbagliante delle sue immagini. Poema del movimento, in cui le storie di Ruggiero, Bradamante, Rinaldo, Astolfo si intrecciano attorno all’amore folle di Orlando per la bella Angelica, dipanandosi tra tornei e battaglie, castelli e foreste incantate, pirati e amori cortesi, alla ricerca di ciò che forse non esiste nè potrà mai esserlo.

Di pianger mai, mai di gridar non resta; né la notte né ‘l dì si dà mai pace. Fugge cittadi e borghi, e alla foresta sul terren duorlando_furioso-ronconi-3ro al discoperto giace. Di sé si meraviglia ch’abbia in testa una fontana d’acqua sì vivace, e come sospirar possa mai tanto; e spesso dice a sé così nel pianto… E poi si squarciò i panni, e mostrò ignudo l’ispido ventre e tutto ‘l petto e ‘l tergo; e cominciò la gran follia, sì orrenda, che de la più non sarà mai ch’intenda.

Poema dell’inquietudine, dell’amore bramato e tradito, delle passioni mai soddisfatte e degli eroici furori, rappresentazione infinita dell’esistenza, colta nella sua frammentaria discontinuità, che alcuni secoli dopo un grande regista come Luca Ronconi metterà in scena in un allestimento passato alla storia. Il luccichio di armi e armature gareggia con quello dell’inganno e del tradimento, verso dopo verso, segnalando con ironico distacco la illusorietà del confine tra realtà e finzione, che supera i confini della letteratura per chiudere nel suo abbraccio il nostro quotidiano. Il Furioso così travalica la dimensione delle Chanson carolingia e bretone, i poemi di Pulci e Boiardo, che ne accolgono il lascito, per entrare con entrambi i piedi nella nostra contemporaneità.

Forse era ver, ma non però credibile
a chi del senso suo fosse signore;
ma parve facilmente a lui possibile,
ch’era perduto in via più grave errore.
Quel che l’uom vede, Amor gli fa invisibiIe,
e l’invisibil fa vedere Amore.
Questo creduto fu; che ‘l miser suole
dar facile credenza a quel che vuole.

orlando-furioso-ronconi-3Al centro di questa tela fittissima, difficilmente governabile c’è lui, Ludovico Ariosto che a questo autentico gioiello della letteratura mondiale dedicò quasi trent’anni della sua vita, in un’opera di ripresa e (ri)scrittura continua, che produce la dilatazione degli episodi, fino a raggiungere la imponente struttura di 46 canti e 38.736 versi, il cambio di registro linguistico, ben tre edizioni (la prima datata 1516) succedutesi nel tempo, un complesso gioco di riferimenti e rimandi, che ne fa il primo intertesto letterario a noi noto.

La sua Ferrara gli dedica, per le Celebrazioni del cinquecentenario, una serie di eventi, a cominciare dalla mostra allestita a Palazzo dei Diamanti, Orlando Furioso. 500 anni Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, per proseguire con un Convegno internazionale sulla vita e le opere di Ludovico Ariosto, Nel “segno” del Furioso: l’incantato cosmo di Ludovico Ariosto e la cultura dei suoi tempi, e diverse proposte tra teatro e musica che si susseguiranno nei prossimi mesi sino a dicembre. Per commemorare il “poeta delle immagini” arrivano, tra le tante (consulta qui le iniziative del Comitato ufficiale), anche le iniziative del Comune di Castelnuovo in Garfagnana, di cui Ariosto fu governatore per conto degli Este, una mostra a Ferrara a Palazzo Paradiso, dove è anche sua la tomba, dei 55 libri ariosteschi lasciati in dono dallo storlando-furioso-ronconi-1038x400udioso Cesare Segre, scomparso nel 2014, alla Biblioteca Ariostea.

Paolo Barbieri, Dany Orizio, Lucio Parrillo, Luca Zontini racconteranno nei loro disegni a Lucca Comics L’Orlando curioso. Il viaggio di Ludovico Ariosto nei labirinti del fantastico, mentre alla ricerca del vero volto di Ariosto si è posto il regista Maurizio Bernardi nel docufilm Ariosto, il vero volto che tra fiction e interviste a due studiosi, Pietro Paolo Angelini e Maria Cristina Cabani, intende esplorare gli aspetti meno noti della vita di un poeta che come ha scritto Italo Calvino

soffre di come il mondo è e di come non è e potrebbe essere, eppure lo rappresenta come uno spettacolo multicolore e multiforme da contemplare con ironica saggezza.

(Le foto sono tratte dalla riduzione teatrale del Furioso di Luca Ronconi)

 

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16. settembre 2016 by Anna Puleo
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