Essere Sally Jay Gorce

Chi è la ragazza dai capelli biodi virati rosa, dalla figura esile strizzata in abitini da sera (indossati anche di mattina) che si aggira per le strade di Parigi? Ti chiami Sally Jay Gorce, solo Gorce per Harry, S.J. per il cugino John, arrivi dagli States e hai deciso di perdere tutto (compresa la verginità) nella Ville Lumiére. Che ti ripaga ampiamente con le sue luci e i suoi lustrini, la vita bohémienne, le notti nei bistrot al seguito di una umanità quanto mai varia e scombinata.

Povera Sally Jay, curiosa, irriverente, sempre pronta al riso al pianto come ad esplodere se qualcuno tocca un nervo scoperto, a divertirti e fare caciara, tutta intelligenza brillante quanto ingenuità disarmante, la testa e il cuore non sempre sulla stessa lunghezza d’onda e una “travolgente media di abiti sbagliati al momento sbagliato”.

smh obits. Elaine Dundy, 23rd of April 1958

Elaine Dundy, 1958

Il primo maschio incontrato, e divenuto presto il tuo amante, è un italiano il cui antico lignaggio non impedisce di vendicarsi pesantemente quando lo molli.

Il tuo migliore amico (o quello che credi tale) nonché oggetto del tuo desiderio, Harry, è una sfinge con un ingombrante presente criminale.

La tua nuova fiamma, che hai abbandonato per seguire Harry, si sposa con un’altra dopo aver compreso che non tornerai indietro.

 

Un disastro forse previsto da tutti, tranne che da te. Temperato solo dal successo del tuo debutto come attrice. E da un incontro che ti cambierà la vita.

Sally è la protagonista de Il dolce frutto, il best seller (titolo originale, The Dud Avocado) che a fine anni ’50 diede notorietà universale a Elaine Dundy, scrittrice, giornalista, attrice oltre che reale protagonista delle avventure di questo libro, diventato nel tempo un long seller ripubblicato in milioni di copie in tutto il mondo, compreso in Italia, dove è approdato dopo 50 anni dalla sua usthe dud avocadocita.

La Dundy riprende in mano il romanzo di formazione americano e i suoi pilastri per sovvertirli immediatamente grazie a questa figura di donna intelligente, ironica e frizzante, mai banale, lontana mille miglia dai tormenti e dai turbamenti di un Holden.

C’è chi parla di una antesignana della chick lit ma Sally Jay sembra anche molto vicina alle eroine della Austen quanto a consapevolezza e senso dell’humor. Il romanzo è scritto con un linguaggio piano e discorsivo, tempi azzeccati, descrizioni originali, la voce della Dundy sempre intonata e vigile, pronta nel chiosare, sottolineare, ridicolizzare, sorridere, ridere a crepapelle, accompagnare il lettore tra le vie di una Parigi insonne e in perenne movimento. Nella quale anche un avocado bacato può crescere e diventare un frutto paradisiaco.

Mentre scendevo le scale a tentoni (perché ero troppo avvilita per cercare le minuterie)…meditai stancamente che non è facile essere una Donna, in questi tempi agitati. L’ho detto e lo ripeto: questo non è il nostro secolo.

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10. settembre 2015 by Anna Puleo
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