Ernst Bernhard e l’esperienza dell’inconscio nel campo di concentramento di Ferramonti

Dal suo studio sono passati Federico Fellini, Natalia Ginsburg, Adriano Olivetti, Giorgio Manganelli, folgorati dallo scienziato che portò in Italia la psicoterapia di matrice junghiana, formando tutta una generazione di terapeuti, da Aldo Carotenuto a Mario Trevi, Bianca Garufi, Silvia Montefuschi.

Non tutti gli insigni pazienti di Ernst Bernhard probabilmente sapevano tuttavia che questo ebreo berlinese, discendente di una antica famiglia ebraica, arrivato in Italia negli anni ’30 per sfuggire a Hitler, ferramonti 1era caduto nelle maglie delle leggi razziali e aveva trascorso un anno nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia in Calabria scampando ad Auschwitz grazie all’intercessione del grande orientalista Giuseppe Tucci che ne ottenne la liberazione. Bernhard tornò a Roma e si nascose in casa, dove continuò a ricevere i suoi pazienti, a consultare l’I Ching, il Libro dei Mutamenti, a stilare il loro quadro astrale, fino alla sua morte, avvenuta nel 1965.

Il medico che si era formato alla scuola freudiana per scegliere di seguito Jung per la sua analisi, che si muoveva a suo agio tra chirologia, astrologia, arte, filosofia, pensiero orientale, che seppe andare oltre la psicanalisi, facendo dialogare la visione junghiana con l’ebraismo di stampo chassidico, il pensiero filosofico tedesco con le tradizioni millenarie del Mediterraneo, i cui esiti saranno tradotti nel suo Mitobiografia, fece di quell’anno di internamento in Calabria, prima a Ferramonti poi nella vicina Lago, una nuova occasione di studio e di riflessione su sé stesso e sulle energie che muovono la nostra esistenza.

Buona parte delle quali, insieme a notazioni quotidiane, informazioni, richieste di libri e vestiti, responsi de I Ching e consultazioni astrologiche, confluisce nelle lettere inviate alla sua compagna-allieva Dora Friedländer (Lettere a Dora dal Campo di concentramento di Ferramonti (1940-41), Aragno ed.).

ferramonti 3 “Prendi le cose semplicemente come sono, guardale come segni dati per farci vedere la strada giusta”, scrive Ernst a una Dora spaventata e scoraggiata dalla separazione e dalla sua impotenza di fronte alle porte che le vengono chiuse in faccia. Non così Bernhard che quei segni non cessa mai di vedere, con istinto sicuro, all’interno del campo come nei testi religiosi e filosofici, soprattutto quelli che provengono dall’Oriente. Nel dialogo con l’amata, in cui cerca di ricostituire la quotidianità negata, il pensatore tedesco conforta, incoraggia, sprona a cercare persone che possano interessarsi al suo caso, sparge semi di abbandono positivo e fiducioso al flusso della vita, che costituirà il nerbo delle sue sedute terapeutiche negli anni a venire. Negli studi degli antichi modelli sapienziali trova la chiave per mettere in contatto la ragione con energie ataviche e oscure, l’ esigenza, cui non si sfugge –pena l’emergere della malattia-, di realizzare pienamente sé stessi con le richieste e le urgenze della collettività in cui viviamo.

Abbiamo un solo nemico, la depressione e il dubbio, la mancanza di fede nel nostro destino. …Attendere, attendere, nel senso del I Ching, con ferma fiducia e conoscenza (non speranza!), che l’Eterno-vitale è mutamento! Anche se con dolori!

 ferramonti 2Dietro c’è il duro lavoro quotidiano su sé stesso di questo medico dell’animo, moderno guaritore e sciamano, che passa dagli studi dei testi come dalla costruzione di un tavolo per la baracca che gli è stata assegnata e che non ammette infingimenti o sconti, nella consapevolezza che solo la cura, l’ascolto e il dialogo incessante, fiducioso e aperto (di) con sé e gli altri può condurci a navigare sicuri tra le tempeste che la vita ci riserva.

Ma devi promettermi una cosa, mia cara, cara: di trattarti meglio! La vita è infinita e non ci sono ricette o principi fissi per viverla, se non di accettare il momento cosmico. Appunto quello è il capolavoro, e così dobbiamo anche accettare una depressione o un tempo più “vegetativo”etc. senza farci sempre rimproveri! – Prenditi piuttosto per mano, benevolmente; va a prendere un cioccolato o guidati a spasso, fatti vedere qualcosa di bello (forse nel museo o nella “città eterna”) o comprati un nuovo bel disco o un’altra cosa; ma sii buona con te, mia cara, cara! Tutti i miei pensieri e sentimenti! Sempre, sempre Tuo Ernst.

(Nelle immagini scene di vita quotidiana nel campo di Ferramonti)

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20. gennaio 2017 by Anna Puleo
Categories: writing and more | Tags: , | 2 comments

Comments (2)

  1. Anna, sono Luciana Marinangeli, la curatrice degli scritti di Bernhard. Brava, hai saputo leggere bene i passi più importanti e utili delle lettere e de I Ching . Erano quelli che soprattutto volevo arrivassero come utili al nostro tempo crudo e triste.
    Su Bernhard ho scritto anche nel mio ” Risonanze celesti”, Marsilio. 2007.
    Allora, buon proseguimento, segui sempre la tua curiosità.

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