Cinema: Indivisibili, la purezza salverà il mondo

Un Cristo brucia sulla spiaggia mentre il sole si erge sul mare tra fragili velature rosa e cupi nembi illuminando una fila di baracche e case diroccate. Una donna prepara il caffè, sveglia le figlie. Si chiamano Viola e Daisy, due ragazze come tante se non fosse che sono unite dal bacino da un esile fascio di nervi e pelle. Uno scherzo della natura grazie al quale le ragazze mantengono tutta la famiglia.

La vita a due scorre senza scuotimenti fino a quando un ambiguo manager e un chirurgo che si offre di dividerle mandano Edoardo-De-Angelis-Indivisibili-2016-photo-Federico-Vacca-Massaroall’aria il fragile equilibrio familiare e di coppia, portando a galla desideri mai coltivati di normalità (l’amore e la sessualità, ma anche la possibilità di camminare sulle strade dell’esistenza da sola) e le trame di chi su di loro campa.

In un litorale campano in preda al degrado e alla malavita, dove ci si arrabatta come si può, tra baracche fatiscenti ma provviste degli elettrodomestici più costosi ed esseri ridotti al grado zero dell’umano, le due giovani crescono in balia di un padre padrone, musicista frustrato che ha trovato il suo Eldorado e che non ha nessuna intenzione di lasciarlo andare, di una madre depressa e di una corte dei miracoli in cui spicca un sacerdote in cerca di conversioni.

Viola e Daisy (il riferimento è a Daisy e Violet Hilton, protagoniste di Freaks, film cult di Tod Browning, cui la pellicola esplicitamente si ispira), uguali e diverse, ombra l’una dell’altra, avranno la forza –insieme- di sottrarsi a una vita da schiave. Non prima di aver guardato in faccia la dolorosa realtà. Nella quale i veri freaks non sono due gemelle siamesi, fenomeni da baraccone da esporre allo sguardo altrui, ma un mondo di adulti marcio fino al midollo.

Due giovani donne e la purezza del desiderio di fronte a un mondo violentato e svenduto. Due donne che viaggiano contromano, abituate al ‘noi’ prima che all’ ‘io’, a rinunciare al proprio ‘essere desiderante’, a cimentarsi dentro e fuori di sè con sguardo duplice. Che cercano di “eclissarsi e di abbandonare la ribalta, a caccia di un’esistenza da individui separati”, rifiutando “l’eterno reality al quale la famiglia li costringe” e quell’esposizione costante che i social ci infliggono, come spiega il regista. E alla fine quando riusciranno, con sofferenza e dolore, ad ottenere ciò che vogliono, la separazione dei loro corpi sarà un altro inizio, di nuovo in due, per affermare a voce alta la propria identità.

edoardo de angelis 4afc-b9d3-18ee437121a1Con Indivisibili Edoardo De Angelis firma il suo terzo lungometraggio dopo Perez e Mozzarella Stories, nei quali racconta Napoli e la Campania, microcosmo ad elevato tasso di coltura in realtà di vizi e virtù del Bel Paese, dimostrando come nelle periferie dell’impero sia possibile cogliere il senso profondo del nostro tempo.

Bravissime le protagoniste, Marianna e Angela Fontana, che hanno il volto delle Madonne di Antonello da Messina e reggono con una interpretazione sempre fresca ed misurata un film visionario, che convince dall’inizio alla fine grazie a una regia e a una sceneggiatura sempre all’altezza, sottolineate dalla straordinaria colonna sonora di Enzo Avitabile che sembra quasi dettare il ritmo a tutto il film.

Edoardo De Angelis si muove da sempre con la curiosità del ricercatore e lo sguardo dell’ artista in una realtà in cui si impastano violenza, passioni e sentimenti arcaici, denaro e potere e un senso ineluttabile delle cose al quale non sempre si può sfuggire. Nel suo ultimo lavoro, spiccano le citazioni a Kusturica e Fellini ma il riferimento più sottile è forse a Ciprì e Maresco e a una visione grottesca e visionaria della realtà, che passa anche attraverso il mito e la magia. Indivisibili introduce un altro tassello in quel cinema meridiano che guarda terremoto sociale ed economico che ha devastato il paese, il Sud in testa, alla fragilità di un tessuto collettivo che ha perso la propria irriducibile dimensione e le proprie radici, svendute a poco prezzo pur di ottenere il biglietto di ingresso nel mondo scintillante del mercato globale.

La pellicola sarà presente tra qualche giorno ai David di Donatello dove, ci scommettiamo, riuscirà a farsi valere.

 

Ho visto Freaks di Tod Browning, … Daisy e Violet erano molto belle ma a loro modo dei mostri e in quella immagine c’era tutta la vertigine di attrazione e repulsione che il film cerca di ripercorrere. Tutto è in bilico tra due anime: il terreno e lo spirituale, il brutto e il bello, e non insegue necessariamente un equilibrio perché lo sbilanciamento crea emozione (Edoardo De Angelis, Intervista a Movie Player )

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24. febbraio 2017 by Anna Puleo
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