Cinema: Ella & John, un on the road che è un inno alla vita

Un camper fila allegramente verso il sud degli States sulle note di Janis Joplin e David Crosby. A bordo due vispi ottantenni cui prestano viso e corpo due mostri sacri del cinema, Donald Sutherland e Hellen Mirren, protagonisti di Ella & John, la nuova pellicola di Paolo Virzì, nelle sale in questi giorni, dopo essere stato presentato a Venezia lo scorso anno.

ellaejohn1Leisure seeker (Cercatori di divertimento, alla lettera), si chiama così il polveroso camper che i due tirano fuori dalla rimessa per rinnovare ancora una volta, forse l’ultima, quella ricerca della libertà e della bellezza del vivere che i due hanno seguito per tutta la loro esistenza. E Leisure è l’ultimo treno da prendere ora che la vita sta sfuggendo velocemente, a causa dell’Alzheimer per John, di un tumore terminale per Ella.

Siamo lontani tuttavia dalle atmosfere disperanti e drammatiche di film come Amour, di Michael Haneke. L’on the road dei nostri, scandito da brani blues e country e da passi tratti da Il vecchio e il mare, sulle orme di Hemingway, di cui il professor John Spencer è stato un lettore e biografo appassionato, è gioioso e leggero, mai banale o patetico, dall’inizio fino alla inevitabile conclusione, sino alla decisione di mettere la parola fine a una storia che i due hanno scritto insieme.

Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai, scrive Hemingway, ed Emma segue alla lettera. Frizzante, aperta, chiacchierona, ardente Emma, quanto John è riservato e concentrato nello sforzo di mantenere la sua quotidianità e di trattenere nella memoria le briciole di un passato che sta inesorabilmente evaporando. Innamorati l’una dell’altro e protesi a godere insieme ogni attimo del tempo che resta, delle piccole e grandi sorprese che la vita riserva, a prendersi cura l’uno dell’altro, a custodire fino in fondo gli ultimi fuochi di una esistenza vissuta intensamente.

ellaejohn4La sua è una prosa che si fa poesia, osserva il professor Spencer a proposito del suo idolo. Ma a farsi poesia sono anche la vita, i tic, i ricordi degli studenti che riemergono sorprendentemente dagli abissi della mente di John e le inappuntabili lezioni di letteratura tenute davanti alle cameriere dei fast food, i tentativi malinconici di Ella di riportare qualche sprazzo di luce nella memoria di John squadernando sera dopo sera le foto di una vita.

Un Paolo Virzì particolarmente in stato di grazia, inanella un altro successo con questo Ella & John, scritto insieme a Francesca Marciano, Stephen Amidon e Francesco Piccolo, tratto dal romanzo di Michael Zadoorian. Un viaggio tenero e intimo sulla Old Route 1, verso le Florida Keys, dove Hemingway mise su casa, nel ventre molle degli States di Trump, in quell’America rurale, in quelle periferie dell’impero in cui il contestato nuovo inquilino della Casa Bianca ha ottenuto i suoi voti. Sembra a volte di stare in un romanzo di Steinbeck e Faulkner o di Kent Haruf. L’effetto spiazzamento è in agguato, ma dura poco.

La pellicola è un inno alla libertà e alla vita. E alla necessità di preservare la nostra dignità e la nostra capacità di decidere di fronte agli effetti dellaejohn2evastanti della malattia. E’ un tributo al genio dello scrittore Premio Nobel per la letteratura, ma anche al mito della frontiera e, perché no, al talento abbondantemente rodato e apprezzato da pubblico e critica di due grandi attori come Sutherland e Mirren, che si offrono all’obiettivo della camera senza infingimenti o scarti, i volti e i corpi segnati dal tempo, che non è riuscito a sconfiggere la vivacità e la straordinaria capacità di lettura e adesione al personaggio dei due attori.

Guardò il mare e capì fino a che punto era solo, adesso, pensa il vecchio nei passaggi conclusivi del romanzo. Guardano il mare anche Emma e John a Key West prima di ritirarsi per l’ultima volta nel loro camper.

 

Si, ce la farai, disse a se stesso. Ce la farai sempre. (E. Hemingway, Il vecchio e il mare)

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23. gennaio 2018 by Anna Puleo
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