A scuola con Bettini, Guidorizzi, Portelli, Marramao a Gutenberg Calabria 2017

Un tempo erano destinati ai rampolli di buona famiglia per insegnare loro qual era il loro posto nel mondo. Oggi i libri si rivolgono a bambine e bambini di tutti i ceti e per tutte le esigenze: ci sono libri per affinare il bagaglio scolastico, libri per divertirsi e libri per conoscere il mondo. Il rapporto tra libri e i giovani è migliorato, insomma, e il settore dell’editoria per ragazzi sembra finalmente in rimonta.

Il merito è delle centinaia di iniziative che prendono in carico il piccolo lettore in fasce (vedi Nati per Leggere) e lo traghettano attraverso le scuole materne e le elementari sino all’adolescenza, riservandogli prodotti editoriali ben fatti, ottimamente tradotti, magnificamente illustrati, scritti e disegnati da schiere d’autori spesso acclamati come rockstar.

SteveMcCurry leggere 1-1024x768La lettura non tollera l’imperativo, scrive Pennac. Alla base del rapporto con la parola scritta infatti c’è (deve esserci), il piacere di sfogliare le pagine, il desiderio potente di immergersi nelle storie, di seguire i personaggi amati, di fantasticare. Di imparare a conoscere meglio la nostra realtà liquida e le sue articolate diramazioni, a interpretarla con occhio critico, a inquadrarla in un orizzonte più ampio. Una strada impervia e meno semplice, rispetto ai like e ai commenti su facebook, ai messaggi in chat o alle esibizione dello chef di turno in tv, che si percorre oltre che a casa, nelle aule scolastiche, se hai la fortuna di avere insegnanti come quelli che contribuiscono da 15 anni al successo di Gutenberg Calabria, l’unico esperimento in Italia, forse, a coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado di una regione e centinaia e centinaia di studenti, dalle elementari alle superiori, che hanno l’opportunità di leggere e discutere libri e argomenti in cima al dibattito pubblico e di confrontarsi con gli autori, restituendone le diverse sfaccettature anche attraverso il teatro, la musica, laboratori, mostre.

AFGHN-13093; Afghanistan, 06/1992. A boy reads to his class.  Retouched_Ashley Crabill 06/10/2013

Nel tempo la manifestazione, che ha come capofila il Liceo Classico Galluppi di Catanzaro, è cresciuta, retta da una associazione che coordina le attività degli istituti e partecipa alla definizione di una programmazione ricchissima, intessuta da incontri con la letteratura e la filosofia, la storia e l’arte, la matematica e le scienze applicate, presentate da star come Vandana Shiva o Serge Latouche, tanto per citare qualche nome. Questa volta il tema scelto è Senza Confini, dove i confini sono non solo quelli geografici ma soprattutto quelli interiori, individuali e collettivi, involgendo i miti di ieri e quelli di oggi, temi ampiamente arati come l’identità e le sue derive infarcite a volte da stereotipi di ogni tipo.

Argomento esplorato anche da Maurizio Bettini, cui è affidato il compito di inaugurare questa edizione n. 15 di Gutenberg, con il suo ultimo libro, Radici. Tradizione, Identità, Memoria (Il Mulino), che evoca la nostra paura dei cambiamenti in un mondo che scorre alla velocità della luce, cui viene contrapposto il recupero delle radici, nelle quali si pensa di trovare autenticità e purezza. Ma i contesti sociali e culturali in cui viviamo sono realtà costantemente mutevoli e complesse, dove gli appelli all’identità e alla tradizione tout court possono risultare strumentali e fuorviarti.

Con Io Agamennone. Gli eroi di Omero  (Einaudi) Giulio Guidorizzi dà alle stampe un nuovo saggio denso e bellissimo, in cui il grande grecista si immerge ancorsteve mccurry leggere 6a una volta nell’ immenso oceano dei miti, navigato con straordinaria perizia e originalità d’approccio nei due volumi de Il mito greco e in altri testi.

La discriminazione razziale, la difficoltosa integrazione nella società inglese, lo sradicamento antropologico e lo spaesamento sono i temi trattati dal drammaturgo anglo-caraibico Carol Philips che in The Shelter Il rifugio , compone l’ultimo atto della trilogia che lo ha rivelato al pubblico, tracciando le coordinate del suo personale attraversamento dei confini, ripercorse dall’anglista C. Bruna Mancini.

L’argentino Adrian Bravi racconta in Variazioni straniere, nove storie di ‘ordinaria’ migrazione dimostrando come sia complicato il passaggio da un paese, una cultura, una storia, ad un altro paese, cultura e storia nel quale sei, e resti, ai margini.

Il confine più doloroso tuttavia è forse quello in cui viene relegata la memoria. A questo Sandro Portelli rivolge lo sguardo stilando il suo Calendario civile (Donzelli), un volume plurale che legge la memoria come l’ha definito Piero Bevilacqua. 22 date da non dimenticare che tracciano un percorso ragionato alla nostra storia recente, viatico a passato che non va perduto. Calendario laico, popolare e democratico dove al posto dei santi ci sono storie individuali e collettive, dense di rimandi e collocati in una cornice più ampia. Scritto a più mani da studiosi e intellettuali, il libro è frutto di un progetto interdisciplinare che coinvolge l’editore Donzelli insieme al Circolo Gianni Bosio e intreccia le singole voci con testimonianze, versi e documenti sonori. A Catanzaro Portelli propone questa ricca messe di materiali giovedi 26 maggio nello spettacolo Ribelle e mai domata, con le voci di Matilde Accardi, Nicola Sorrenti e Sara Modigliani, che porta il Gutenberg in contesti diversi, dai cinema cittadini al Parco Archeologico di Scolacium (Roccelletta di Borgia) sperimentando un nuovo format.

maccurry leggere5Confini geografici e dell’anima sono il perno attorno al quale ruotano il reportage di Antonella Napoli sul genocidio in atto tra Ciad e Sudan in Volti e colori del Darfur (Gorée) e Un treno nel Sud di Corrado Alvaro, meritoriamente ripubblicato da Rubbettino, la cui perdurante attualità sarà al centro dell’incontro con l’antropologo Vito Teti.

Felice Cimatti esplora invece i confini del sacro, sdoganato dalla radice religiosa e restituito alla sua dimensione esperienziale e terrena, ne Il possibile e il reale (Codice). Il sacro, scrive il filosofo, in quanto appartiene ai campi della logica e della biologia, è fondamentalmente una esperienza pubblica più che interiore, che non guarda al trascendente perché si radica nella natura dell’umanità, di cui è elemento costitutivo e difficilmente rinunciabile, per l’ateo come per il credente.

Si affaccia a mondi plurali valicando ambiti disciplinari e altri confini il filosofo Giacomo Marramao che in Filosofia dei mondi globali (Bollati Boringhieri) lancia ad altri studiosi la sfida di ricucire la trama sfilacciata di un mondo travolto dalla globalizzazione, incapace di dare vita a un nuovo pensiero all’altezza di un dibattito complesso, nel quale va ricostruito il rapporto tra identità e differenze, abbracciando anche il conflitto come «dimensione cruciale e generativa».

Ai confini della dimensione politica si rivolge poi Emilio Gentile che ne Il capo e la folla e ne In democrazia il popolo è sovrano. Falso! (entrambi editi da Laterza) affronta il tema quanto mai controverso della ‘democrazia recitativa’ in cui la politica cede il posto al governo del capo. Dalla Grecia steve mccurri leggere 4-696x385fino a Napoleone, Kennedy e De Gaulle, 2500 anni di storia sono segnati dal rapporto tra il capo e la folla. Dal governo del popolo, dal popolo e per il popolo a una oligarchia che ha bisogno di una massa acritica e senza discernimento per governare. Una esperienza che appare sempre meno frutto di passaggi contingenti e sempre più consustanziale alle moderne democrazie.

Anche Noemi Ghetti con La cartolina di Gramsci (Donzelli), di cui ho parlato qualche giorno fa, varca limiti fino ad oggi ritenuti invalicabili, aggiungendo un capitolo inedito alla biografia -una volta tanto non politica- di uno dei più grandi intellettuali del secolo scorso.

Il mondo greco e quello latino, scrive Mauro Bonazzi (Con gli occhi dei greci. Saggezza antica per tempi moderni, Carocci) e Ivano Dionigi (Il presente non basta. La lezione del latino) sono ancora –e devono essere- i nostri fari, in quanto argini al pensiero unico e omologante e alleati fedeli nel sottrarci al flusso caotico della storia, consentendoci di guardare con libertà dietro e avanti a noi. Perché, altrimenti, ogni volta che parliamo di amore, giustizia, verità, cioè di tutto ciò che ci riguarda profondamente e radicalmente, ancora continuiamo a citare Ovidio e Cicerone, Platone e Omero e a rispondere con la loro voce alle domande che non cessiamo di porci?

(Nelle immagini gli scatti di Steve McCurry esposti a Brescia, al Museo di Santa Giulia, fino al 3 settembre nella mostra Leggere)

 

 

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24. maggio 2017 by Anna Puleo
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